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                       Verso quale energia nel piano energetico regionale?
Il convegno sul piano energetico regionale di sabato 1° marzo, a Ferrandina, hotel degli ulivi e’ un convegno sostenibile (a impatto zero) cosa significa impatto zero? Il Convegno che si terrà sabato a Ferrandina (Hotel degli Ulivi) è a impatto zero. Ovvero è stato effettuato un calcolo complesso, grazie all’apporto e all’elaborazione di alcuni politecnici e centri di ricerca scientifica (così come indicato nei manifesti che pubblicizzano l’iniziativa), del costo energetico per la realizzazione del Convegno stesso (costo per la realizzazione di manifesti, depliant e altro materiale pubblicitario, costi energetici della struttura che ospiterà il convegno, costi energetici dei mezzi con cui i relatori e ospiti, in base alla distanza, raggiungeranno il luogo del convegno, costo di utilizzo dei mezzi di informazione etc.). Il costo energetico del Convegno, in termini di gas serra prodotti, sarà ammortizzato dalla piantumazione di nuove piante in una foresta tropicale. Il Forum Ambientalista si farà carico dei costi per la piantumazione delle piante tropicali nell’ambito di un progetto internazionale di riforestazione certificata. Si dovranno piantumare 2.072 mq di nuove foreste in Costa Rica, in grado di riassorbire 3.211 kg di anidride carbonica (CO2) che è la quantità stimata prodotta in base ai dati forniti dall’organizzazione del convegno.

Postato il 29 Feb 2008 da luciano
                       Stop ai veleni extraregionali in Valbasento
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) sottopone alla Vs attenzione la necessità che si ponga un limite all'importazione di rifiuti extraregionali in Val Basento, esprimendo parere negativo alla nuova richiesta della Soc Tecnoparco di importare ben 351.000 tonnellate di rifiuti per il prossimo anno. Nel Comunicato allegato ne vengono enunciate le ragioni, con l'auspicio che l'area possa risolvere i problemi da cui si dibatte legati alla bonifica del sito dichiarato di interesse ambientale, che preclude il reinsediamento di attività produttive pulite.
Postato il 26 Apr 2007 da luciano
                       Comitato di difesa della Costa Jonica
Ci riesce fin troppo facile dire oggi “l’avevamo detto” rispetto alle vicende di stretta attualità che portano la Costa Jonica lucana alla ribalta delle cronache nazionali. Era la primavera del 2001 quando associazioni ambientaliste, culturali, religiose, gruppi di cittadini organizzati e singoli diedero vita al “Comitato per la difesa della costa Jonica lucana” per contrastare ciò che, oggi come allora, appariva un tentativo sbagliato e pericoloso di modifica del territorio; secondo il Comitato (tutto ciò in tempi non sospetti) il modello di sviluppo turistico pensato per la Costa jonica lucana era (lo è tuttora) non solo fortemente dannoso per il grande patrimonio di ricchezze ambientali e naturalistiche presenti sulla costa, ma anche e soprattutto inefficace ed insostenibile dal punto di vista sociale, economico e politico, incapace, cioè, di portare autentico sviluppo e crescita in una regione che, invece, ne ha un profondo e inevaso bisogno. Un modello si sviluppo che, quindi, a fianco di mancati importanti vantaggi dal punto di vista socio-economico, ha messo in pratica un uso irrazionale delle risorse esistenti, con la costruzione di una lunga sequela di villaggi turistici e addirittura due (2) porti in fase di realizzazione, quello di Marinagri e quello degli Argonauti, entrambi posti sotto sequestro, anche se il secondo “solo” parzialmente”. Ma l’aspetto più grave è un altro: sembra che lo sviluppo turistico sognato per questa parte della Basilicata, abbia “stimolato” attenzioni e attività non proprio cristalline, con un presunto intreccio, molto oscuro, di interessi politici, economici e di altra natura su cui spetta alla magistratura di fare luce.

Postato il 01 Mar 2007 da luciano

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