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Era l’agosto del 1998 quando, sotto gli archi della “passeggiata” del Rione Terravecchia di Pisticci, si tenne Ecolammia, uno dei primi esempi regionali di evento a sfondo ecologista organizzato da un’associazione culturale. Allelammie, appunto. Il tema era quello delle discariche legali ed abusive disseminate nell’area dei Calanchi. Fu presentato un vero e proprio dossier che ebbe il merito di sferrare il primo “pugno in faccia” alla coscienza sonnacchiosa dei pisticcesi. Già allora, non c’erano dubbi sullo stato di forte degrado in cui versava larga parte del territorio. Ma la comunità non sembrava curarsene. La sensibilità verso i temi ambientali era scarsa e relegata alle iniziative individuali.
Negli anni, quello che sembrava essere un caso isolato, apparve, purtroppo, come la punta dell’iceberg, una delle tante emergenze ambientali che avrebbero turbato la serena quotidianità dei pisticcesi, dei lucani. Puntualmente, infatti, sono scoppiati una serie infinita di casi (ni) ambientali che hanno inevitabilmente portato i cittadini ad auto-organizzarsi per difendere la propria salute, il proprio ambiente. Ecco la“costa jonica” soggetta ad un processo di selvaggia cementificazione; la Mega-Centrale in Valbasento, una minaccia, ancora in piedi, che potrebbe decretare la morte ambientale definitiva per una vasta parte di territorio della provincia di Matera; i reflui di Tecnoparco, un pesante tributo in termini ambientali che continuiamo a pagare sull’altare di una finto ritorno occupazionale; il deposito di scorie nucleari previsto a Scanzano Jonico che determinò una storica mobilitazione delle genti lucane. E ancora: i fusti tossici al bosco del Lavandaio, le scorie radioattive sotterrate, chissà dove, nei Calanchi. E ancora, e ancora... In tutti questi anni, ovunque si è trattato di difendere il nostro futuro e quello delle generazioni a venire, la sopravvivenza stessa del nostro territorio, Allelammie c’era. Eravamo in prima linea. Temiamo, nostro malgrado, che continueremo ad esserlo anche nel futuro.
Con la speranza e l’impegno, però, che la cosiddetta coscienza ecologica dei cittadini, delle comunità, delle Istituzioni, cresca, parallelamente, alla necessità di perseguire, in futuro, uno sviluppo autenticamente sostenibile, capace di coniugare la crescita socio-economica ed il rispetto per l’ambiente.