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Home page > Lucania Film Festival
Il Lucania Film Festival, primo festival internazionale di cinema in Basilicata, nasce come progetto di educazione, produzione e distribuzione dell'arte cinematografica. E' un laboratorio permanente del Cortometraggio e delle Arti Visive, che si prefigge la valorizzazione del territorio quale contenitore di location per la produzione di opere audio-visive e come terreno di confronto tra i film makers lucani e internazionali. Il Lucania Film Festival ama contaminare la piccola comunità, da cui è nato, con le nuove tecnologie ed i nuovi modelli comunicativi. Il Festival è organizzato e promosso dall'Associazione Culturale Allelammie con la direzione artistica di Namavista.

Sezione Video di Guerra/Raffaele Ciriello
Il Lucania Film Festival dedica la sezione Video di guerra (Cinegiornalismo di guerra ) a Raffaele Ciriello fotoreporter di origine lucana morto nel 2002. Raffaele era un fotografo freelance specializzato nei reportage di attualità. Aveva esordito con la fotografia sportiva, seguendo le edizioni 1991 e 1992 della Parigi- Dakar. Lì tra le sabbie del Sahara aveva trasformato la passione in un autentico lavoro. E lì aveva scoperto l'Africa, la sua travolgente vitalità e le sue tragedie.

E' del 1993 la prima grande occasione di avvicinarsi al fotoreportage di attualità: Raffaele è nella Somalia devastata dalla siccità e dalla guerra civile, con i militari italiani della missione “Restore Hope”. In Somalia riceve il suo battesimo del fuoco. Lì, compagno dell'ultimo viaggio, ritrae insieme gli inviati della Rai Ilaria Alpi e Miran Hrovatin poco prima della barbara uccisione. Lì assiste all'inferno del check- point Pasta. Postcards from Hell - Cartoline dall' Inferno- nome che dà al sito internet che raccoglie il suo lavoro -sono le immagini che scatterà d'ora in poi, e per tutti i nove anni successivi, nei luoghi dove si combatte e si muore, con un riguardo speciale per le popolazioni subiscono i conflitti. In Rwanda, in Sierra Leone, nella ex-Jugoslavia, in Albania, in Kossovo, in Eritrea, in Iran, in Cecenia, in Afganistan. I suoi reportage dalle zone calde del mondo trovano spazio sui maggiori giornali di tutto il mondo, dal Corriere della Sera al New York Times.

L'Afganistan era il suo “inferno” preferito. Quello ribelle dei mujaheddin e del Comandante Massoud, eroe della resistenza contro i russi. Proprio il leggendario Leone del Panshir è protagonista di un incisivo documentario girato da Raffaele e trasmesso dalla Rai nel 2001. Vi ci si reca lungamente, più volte , anche con Maria Grazia Cutuli, l'inviata del Corriere della Sera uccisa in Afganistan nel novembre 2001, tante volte compagna di viaggio dall'Africa ai Balcani al Rwanda. Qui va dopo il crollo delle Torri gemelle, coprendo per il Corriere della Sera il versante nord dell'avanzata verso Kabul. Nel febbraio 2002 decide di tornare in Palestina, dove era già stato nel ‘94. Sente come una lacuna professionale non esserci ancora tornato dopo l'inizio della Seconda Intifada. Vuole scattare altre immagini a Gaza, Hebron, Ramallah, per aggiornare il suo sito internet. Porta con sé anche una piccola telecamera digitale, la sua ultima passione. E' con quella telecamera che Raffaele Ciriello, a 42 anni, il 13 marzo 2002 filma a Ramallah il suo ultimo reportage, la sua morte in diretta.

Quella ripresa apre oggi il sito da lui ideato, un commuovente omaggio al suo impegno di professionista dell'immagine caduto sul campo.


Per maggiori informazioni visitare il sito ufficiale del progetto:
http://www.lucaniafilmfestival.it